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Decolla il Piano del Parco Regionale Sirente Velino

Decolla il Piano del Parco Regionale Sirente Velino

Dopo la diffida di Appennino Ecosistema alla Regione, l’Ente Parco avvia finalmente la procedura che porterà all’approvazione del Piano del Parco entro il 2017.

L’Aquila, 12/04/2017. L’Ente del Parco Regionale Sirente Velino ha finalmente avviato la procedura per l’approvazione del Piano del Parco, che secondo la legge regionale sarebbe dovuta già avvenire da oltre vent’anni. Lo ha dichiarato il Commissario Regionale del Parco Annabella Pace nel corso di un incontro ufficiale con il neo Presidente dell’Associazione Appennino Ecosistema Maria di Gregorio, al quale ha partecipato anche il Direttore f.f. del Parco Oremo Di Nino, svoltosi ieri presso la sede del Parco a Rocca di Mezzo.
Con Deliberazione del Commissario Regionale del Parco n. 3 del 31/01/2017, pubblicata sull’Albo Pretorio online il 10/02/2017, infatti, l’Ente Parco ha deliberato di dare avvio alla approvazione definitiva del Piano, trasmettendolo ai Sindaci della Comunità del Parco. Secondo la Legge Regionale n. 38/2006, tale organo deve esprimere il proprio parere entro il mese di maggio, prima che il Commissario del Parco proceda alla definitiva adozione del Piano. Successivamente, si aprirà una fase di consultazione pubblica di circa quattro mesi, seguita dall’istruttoria delle osservazioni presentate, curata dall’Ente Parco nei successivi due mesi. Al termine di questa fase, il Consiglio Regionale dovrà approvare definitivamente il Piano, al massimo entro ulteriori sei mesi.

Nello scorso mese di dicembre, le Associazioni Appennino Ecosistema, Mountain Wilderness, Salviamo l’orso e LIPU avevano inviato al Presidente della Giunta Regionale Abruzzese una formale diffida ad adottare il Piano del Parco Regionale Sirente Velino, esercitando i poteri sostitutivi nei confronti dell’Ente del Parco, inerte da oltre sei anni, in base a quanto previsto dall’art. 4, comma 1, della L.R. n. 42/2011 (Nuova disciplina del Parco Regionale). La Regione era stata anche diffidata a provvedere alla nomina di tutti i membri del Consiglio Direttivo e della Comunità del Parco non ancora nominati o designati, anche esercitando i poteri sostitutivi in base a quanto previsto dall’art. 11, comma 7, della L.R. n. 38/1996 (Legge quadro sulle aree protette della Regione Abruzzo).

L’Associazione Appennino Ecosistema esprime la propria soddisfazione per questo importante evento atteso da oltre vent’anni. La Legge regionale vigente prevede infatti che l’adozione del Piano del Parco sarebbe già dovuta avvenire da 26 anni, secondo le procedure previste dalle tre precedenti leggi, mai attuate, che ne prevedevano l’entrata in vigore entro 6 mesi (L.R. n. 54/1989), entro 18 mesi (L.R. n. 23/2000) ed ancora entro 18 mesi (L.R. n. 42/2011), nonché la possibilità di esercitare i poteri sostitutivi da parte della Giunta Regionale. La prima versione del Piano è stata predisposta dall’Ente Parco (presso la sede del quale è depositato) nel 2003, seguita da un aggiornamento del 2010, ma non è mai stato approvato dal suo Consiglio Direttivo.
La mancata approvazione del Piano del Parco Regionale Sirente Velino ha provocato gravi danni, che si protraggono fin dall’anno 1990 (entro il quale, in base all’art. 11 della L.R. n. 54/1989 di istituzione del Parco, la Regione avrebbe dovuto approvare la zonazione ed il Regolamento del Parco); si è trattato di danni all’economia delle comunità dei Comuni compresi nel territorio del Parco, di ingiustificate limitazioni ai diritti soggettivi ed agli interessi legittimi dei residenti e dei turisti generalizzate al tutto il territorio del Parco, nonché di obiettive limitazioni ai doverosi interventi di conservazione attiva degli ecosistemi e delle specie da effettuarsi particolarmente nelle zone A e B del Parco, mai compiutamente delimitate. Infatti, fino all’approvazione del Piano del Parco vigono su tutto il suo territorio, in modo generalizzato, i divieti previsti dalle “Norme transitorie di salvaguardia” elencati nell’art. 8 della L.R. n. 38/1996 e nell’art. 9 della L.R. n. 42/2011, e quelli previsti dalle “Misure di salvaguardia” degli artt. 6 e 11 della L. n. 394/1991 (che si applicano anche alle aree naturali protette regionali, in forza del combinato disposto dell’art. 30, comma 8, della stessa legge, dell’art. 34, comma 3 della L.R. n. 38/1996).

A fronte dell’attuale situazione di crisi, malfunzionamento e malcontento generalizzato nei confronti del Parco Regionale Sirente Velino, dovuta alla cronica mancata applicazione delle leggi regionali, alcuni Sindaci del Parco e l’Assessore ai Parchi della Regione propongono invece una completa revisione della legge istitutiva del Parco, che comprende la riduzione dei suoi confini, in particolare nella Valle Subequana, senza alcuna base scientifica e per puri motivi localistici, con una perdita secca di quasi tutto il versante sinistro orografico della Valle dell’Aterno e di una superficie di circa 5-10.000 ettari, pari al 10-20% dell’intera superficie protetta, in zone caratterizzate da habitat e specie prioritarie a livello europeo, destinate secondo il (mai approvato) Piano del Parco a divenire zone “B” di Riserva Generale. Alla luce dell’avvio della procedura per la definitiva approvazione del Piano del Parco, l’approvazione di una simile riforma, con la modifica della superficie protetta, sarebbe ora un danno ed una beffa per tutti i cittadini.
Se anche quest’ultimo disperato tentativo di ripristinare la legalità fallisse, l’unica alternativa sarebbe la rinuncia alla tutela regionale e l’istituzione del Parco Nazionale del Velino Sirente, lanciata all’inizio di quest’anno da Appennino Ecosistema, che comprende l’approvazione della zonazione del territorio (secondo la bozza già elaborata dagli esperti di Appennino Ecosistema) fin dal momento dell’istituzione del nuovo Parco Nazionale. La zonazione prevista dal Piano del Parco Regionale avrebbe potuto lanciare una gestione del territorio scientificamente fondata ed adeguata da un lato alle sue qualità ecologiche e dall’altro alle attività umane con queste compatibili. Senza il Piano del Parco, permangono invece in vigore in modo “provvisorio” (da ormai quasi trent’anni!) assurdi ed immotivati divieti di assoluta inalterabilità dei luoghi, su tutto il territorio del Parco, persino nei centri abitati e nelle zone agricole, che fanno degli abitanti di tutti i Comuni compresi nel Parco veri e propri ostaggi della mancata applicazione della legge e dell’assoluta discrezionalità dell’Ente Parco per le autorizzazioni relative a qualsiasi intervento sul territorio.


Regione Abruzzo diffidata ad adottare il Piano del P.R. Sirente Velino

La Regione Abruzzo diffidata ad adottare il Piano del Parco Regionale Sirente Velino

Mentre il Consiglio Regionale si appresta a porre la pietra tombale sul mai decollato ed unico Parco Regionale abruzzese, gli ecologisti chiedono che sia rispettata la legge con l’approvazione del Piano del Parco.

L’Aquila, 22/12/2016. Le Associazioni Appennino Ecosistema, Mountain Wilderness, Salviamo l’orso e LIPU hanno inviato stamattina al Presidente della Giunta Regionale Abruzzese una formale diffida ad adottare il Piano del Parco Regionale Sirente Velino.

La Regione è stata diffidata, in forza del D.lgs. n. 198/2009, art. 3 (norme sull’efficienza delle Pubbliche Amministrazioni), a provvedere all’avvio del procedimento amministrativo finalizzato all’adozione del Piano del Parco Regionale Sirente Velino, esercitando i poteri sostitutivi nei confronti dell’Ente del Parco, inerte da oltre sei anni, in base a quanto previsto dall’art. 4, comma 1, della L.R. n.  42/2011 (Nuova disciplina del Parco Regionale). La Regione è stata anche diffidata a provvedere alla nomina di tutti i membri del Consiglio Direttivo e della Comunità del Parco non ancora nominati o designati, anche esercitando i poteri sostitutivi in base a quanto previsto dall’art. 11, comma 7, della L.R. n.  38/1996 (Legge quadro sulle aree protette della Regione Abruzzo).

 Nel documento, elaborato dai giuristi delle Associazioni, si lamenta che:

  • il Piano del Parco è stato predisposto nel 2010 dall’Ente Parco (presso la sede del quale è depositato), ma non è mai stato approvato dal suo Consiglio Direttivo, che manca ancora di alcuni dei suoi componenti e che non ha ancora attivato la procedura prevista dall’art. 14 della L.R. n. 38/1996;
  • l’adozione del predetto Piano da parte della Regione Abruzzo sarebbe invece dovuta avvenire al termine del predetto procedimento amministrativo, mai compiutamente avviato dall’Ente Parco;
  • la mancata approvazione del Piano del Parco Regionale Sirente Velino ha provocato gravi danni, che si protraggono fin dall’anno 1990 (entro il quale, in base all’art. 11 della L.R. n. 54/1989 di istituzione del Parco, la Regione avrebbe dovuto approvare la zonazione ed il Regolamento del Parco); si è trattato di danni all’economia delle comunità dei Comuni compresi nel territorio del Parco, di ingiustificate limitazioni ai diritti soggettivi ed agli interessi legittimi dei residenti e dei turisti generalizzate al tutto il territorio del Parco, nonché di obiettive limitazioni ai doverosi interventi di conservazione attiva degli ecosistemi e delle specie da effettuarsi particolarmente nelle zone A e B del Parco, mai compiutamente delimitate. Infatti, fino all’approvazione del Piano del Parco vigono su tutto il suo territorio, in modo generalizzato, i divieti previsti dalle “Norme transitorie di salvaguardia”, in base all’art. 8 della L.R. n. 38/1996, e quelli previsti dalle “Misure di salvaguardia”, in base agli artt. 6 e 11 della L. n. 394/1991 (che si applicano anche alle aree naturali protette regionali, con le relative sanzioni previste dall’art. 34, c. 3 della L.R. n. 38/1996);
  • nonostante l’inerzia dell’Ente Parco relativamente all’adozione del Piano, la Giunta regionale non ha utilizzato i poteri sostitutivi, ex art. 4, comma 1, della L.R. n. 42/2011;
  • nonostante l’inerzia nella designazione o nomina dei membri del Consiglio direttivo del Parco, la Giunta regionale non ha provveduto alle nomine sostitutive, ex art. 11, comma 7, della L.R. n. 38/1996.

In base alla diffida inviata, la Regione ha ora 30 giorni per rispondere alle Associazioni, pena la violazione dell’art. 328, comma 2, del codice penale (rifiuto di atti d’ufficio). Altri 60 giorni sono concessi alla Regione dalla legge per provvedere a quanto richiesto dalle normative regionali, con l’adozione del Piano del Parco. In caso di mancato adempimento, le Associazioni ricorreranno al T.A.R., al quale chiederanno di accertare l’omissione e di condannare la Regione ad adottare il Piano.

A fronte dell’attuale situazione di crisi, malfunzionamento e malcontento generalizzato nei confronti del Parco Regionale Sirente Velino, dovuta alla cronica mancata applicazione delle leggi regionali, la Regione sta per approvare una completa revisione della legge istitutiva del Parco, che comprende la riduzione dei suoi confini, in particolare nella Valle Subequana, senza alcuna base scientifica e per puri motivi localistici, con una perdita secca di quasi tutto il versante sinistro orografico della Valle dell’Aterno e di una superficie di circa 5-10.000 ettari, pari al 10-20% dell’intera superficie protetta, in zone caratterizzate da habitat e specie prioritarie a livello europeo, destinate secondo il (mai approvato) Piano del Parco a divenire zone “B” di Riserva Generale.

Si punta insomma ad avviare lo smantellamento del Parco, senza pensare che la Legge regionale prevede che l’adozione formale del Piano del Parco sarebbe già dovuta avvenire da oltre vent’anni, secondo le procedure previste dalle tre precedenti leggi, mai attuate, che ne prevedevano l’entrata in vigore entro 6 mesi (nel 1989), entro 18 mesi (nel 2000) ed entro 18 mesi (nel 2011), nonché la possibilità di esercitare i poteri sostitutivi da parte della Giunta Regionale.

Se la Regione non cambiasse rapidamente rotta, l’unica alternativa sarebbe la rinuncia alla tutela regionale e l’istituzione del Parco Nazionale del Velino Sirente, lanciata all’inizio di quest’anno da Appennino Ecosistema, che comprende l’approvazione della zonazione del territorio (secondo la bozza già elaborata dagli esperti di Appennino Ecosistema) fin dal momento dell’istituzione del nuovo Parco Nazionale. La zonazione prevista dal Piano del Parco Regionale avrebbe potuto lanciare una gestione del territorio scientificamente fondata ed adeguata da un lato alle sue qualità ecologiche e dall’altro alle attività umane con queste compatibili. Senza il Piano del Parco, permangono invece in vigore in modo “provvisorio” (da ormai quasi trent’anni!) assurdi ed immotivati divieti di assoluta inalterabilità dei luoghi, su tutto il territorio del Parco, persino nei centri abitati e nelle zone agricole, che fanno degli abitanti di tutti i Comuni compresi nel Parco veri e propri ostaggi della mancata applicazione della legge e dell’assoluta discrezionalità dell’Ente Parco per le autorizzazioni relative a qualsiasi intervento sul territorio.

Sarah Gregg – Direttore di Appennino Ecosistema

Carlo Alberto Pinelli – Presidente di Mountain Wilderness

Stefano Orlandini – Presidente di Salviamo l’orso

Fulvio Mamone Capria – Presidente della Lega Italiana Protezione Uccelli


Sindaci e Regione vogliono distruggere il Parco Regionale Sirente Velino

Velino Sirente

Sindaci e Regione vogliono distruggere il Parco Regionale Sirente Velino

Oggi la Commissione Ambiente del Consiglio Regionale riprova a porre la pietra tombale sul mai decollato ed unico Parco Regionale abruzzese. Gli ecologisti chiedono invece che sia rispettata la legge con l’approvazione del Piano del Parco o, in alternativa, la sua trasformazione in Parco nazionale.

L’Aquila, 24/11/2016. A fronte dell’attuale situazione di crisi, malfunzionamento e malcontento generalizzato, il futuro del Parco Regionale Sirente Velino potrebbe ormai essere segnato per sempre. Nella seduta di oggi della 2a Commissione (Ambiente e Territorio) del Consiglio Regionale Abruzzese, infatti, si tenterà di nuovo di celebrare il funerale del Parco, sugellando uno sciagurato accordo tra alcuni agguerriti Sindaci (soprattutto dei paesi della Valle Subequana) e alcuni ambientalisti della zona, ed il tutto con la benedizione del noto “ambientalista” Presidente della Commissione Pierpaolo Pietrucci. In cosa consisterebbe l’accordo faticosamente raggiunto? Ma è alquanto ovvio, nella riperimetrazione dei confini del Parco nella Valle Subequana, senza alcuna base scientifica e per puri motivi localistici, con una perdita secca di quasi tutto il versante sinistro orografico della Valle dell’Aterno e di una superficie di circa 5-10.000 ettari, pari al 10-20% dell’intera superficie protetta, in zone caratterizzate da habitat e specie prioritarie a livello europeo, destinate secondo il (mai approvato) Piano del Parco a divenire zone “B” di Riserva Generale.

Si punta insomma ad avviare lo smantellamento del Parco, senza pensare che la Legge regionale prevede che l’adozione formale del Piano del Parco sarebbe già dovuta avvenire da oltre vent’anni, secondo le procedure previste dalle tre precedenti leggi, mai attuate, che ne prevedevano l’entrata in vigore entro 6 mesi (nel 1989), entro 18 mesi (nel 2000) ed entro 18 mesi (nel 2011), nonché la possibilità di esercitare i poteri sostitutivi da parte della Giunta Regionale.

Le Associazioni ecologiste Appennino Ecosistema, WWF Abruzzo Montano, LIPU Abruzzo, ALTURA Abruzzo e Salviamo l’Orso affermano che, a fronte della ormai conclamata mancanza di volontà di Sindaci e Regione di approvare finalmente il Piano del Parco, rendendolo realmente operativo e rilanciandone così le attività, l’unica soluzione per assicurare un’efficace protezione agli ecosistemi del massiccio del Velino Sirente è rinunciare alla tutela regionale e passare decisamente all’istituzione del progettato Parco Nazionale. Infatti, la mancata gestione del Parco Regionale da parte della Regione in questi 28 anni lo ha reso di fatto un vero e proprio ectoplasma, impedendone il funzionamento e qualsiasi ricaduta positiva sul territorio: non resta quindi che concludere una volta per tutte questa storia di croniche inadempienze, affrancando il Sirente Velino dalla tutela regionale.

La proposta di istituzione del Parco Nazionale del Velino Sirente, lanciata all’inizio di quest’anno da Appennino Ecosistema, comprende infatti l’approvazione della zonazione del territorio (secondo la bozza già elaborata dagli esperti di Appennino Ecosistema) fin dal momento dell’istituzione del nuovo Parco Nazionale. La zonazione prevista dal Piano del Parco Regionale avrebbe potuto lanciare una gestione del territorio scientificamente fondata ed adeguata da un lato alle sue qualità ecologiche e dall’altro alle attività umane con queste compatibili. Senza il Piano del Parco, permangono invece in vigore in modo “provvisorio”(da ormai quasi trent’anni!) assurdi ed immotivati divieti di assoluta inalterabilità dei luoghi, su tutto il territorio del Parco, persino nei centri abitati e nelle zone agricole, che fanno degli abitanti di tutti i Comuni compresi nel Parco veri e propri ostaggi della mancata applicazione della legge e dell’assoluta discrezionalità dell’Ente Parco per le autorizzazioni relative a qualsiasi intervento sul territorio.

La proposta di istituzione del Parco Nazionale aveva trovato il sostegno aperto delle Amministrazioni Comunali di Ocre, San Demetrio ne’ Vestini e Magliano de’ Marsi, il sostegno condizionato di quelle di Lucoli e L’Aquila e l’interesse a vagliare la proposta di molti altri Sindaci, nonché del Presidente della Commissione Territorio e Ambiente della Regione, che sembra ora aver invece imboccato un’altra strada.

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Voltare pagina con l’istituzione del Parco Nazionale Velino Sirente

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Parco Regionale Sirente Velino: voltare pagina con l’istituzione del Parco Nazionale

Di fronte all’incapacità delle Amministrazioni Regionali e Comunali di rilanciare la tutela degli ecosistemi del massiccio del Velino Sirente, Appennino Ecosistema e Salviamo l’Orso indicano nella proposta di istituire un grande Parco Nazionale l’unica soluzione percorribile

L’Aquila, 09/08/2016. A fronte di una situazione attuale di crisi e malcontento generalizzato, il futuro del Parco Regionale Sirente Velino vive oggi momenti di grande confusione, a seguito dell’ennesima proposta di riforma della sua legge istitutiva (progetto di legge regionale n. 39/2014, che sarebbe la quarta dal 1989, anno della sua istituzione), della terza proposta di riperimetrazione formulata da alcuni Sindaci della Valle Subequana e dell’Altopiano delle Rocche (senza alcuna base scientifica e per puri motivi localistici), e delle continue ed infruttuose riunioni convocate dalla Regione tra Sindaci del Parco ed Associazioni ambientaliste ed ecologiste che si susseguono ormai ininterrottamente fin dal mese di aprile scorso.
Questa situazione non può portare alla soluzione dei problemi del Parco ma anzi può solo crearne di ulteriori. Di fronte alla ormai conclamata mancanza di volontà di Sindaci e Regione di approvare finalmente il Piano del Parco, rendendolo realmente operativo e rilanciandone così le attività, l’unica soluzione per assicurare una efficace protezione agli ecosistemi del massiccio del Velino Sirente è quella di rinunciare alla tutela regionale e passare decisamente all’istituzione del progettato Parco Nazionale. Infatti, la mancata gestione del Parco Regionale da parte della Regione in questi 28 anni lo ha reso di fatto un vero e proprio ectoplasma, impedendone il funzionamento e qualsiasi ricaduta positiva sul territorio: non resta quindi che concludere una volta per tutte questa storia di croniche inadempienze, affrancando il Sirente Velino dalla tutela regionale.
La proposta di istituzione del Parco Nazionale del Velino Sirente, lanciata cinque mesi fa da Appennino Ecosistema e formalizzata durante il workshop svoltosi a Lucoli nello scorso mese di maggio, comprende infatti l’approvazione della zonazione del territorio (secondo la bozza già elaborata dagli esperti di Appennino Ecosistema) fin dal momento dell’istituzione del nuovo Parco Nazionale. La zonazione prevista dal Piano del Parco Regionale avrebbe potuto lanciare una gestione del territorio scientificamente fondata ed adeguata da un lato alle sue qualità ecologiche e dall’altro alle attività umane con queste compatibili. L’adozione formale del Piano del Parco sarebbe già dovuta avvenire da oltre vent’anni, secondo le procedure previste dalle tre precedenti leggi, mai attuate, che ne prevedevano l’entrata in vigore entro 6 mesi (nel 1989), entro 18 mesi (nel 2000) ed entro 18 mesi (nel 2011), nonché la possibilità di esercitare i poteri sostitutivi da parte della Giunta Regionale. Senza il Piano del Parco, permangono invece in vigore in modo “provvisorio” (da ormai quasi trent’anni!) assurdi ed immotivati divieti di assoluta inalterabilità dei luoghi, su tutto il territorio del Parco, persino nei centri abitati e nelle zone agricole, che fanno degli abitanti di tutti i Comuni compresi nel Parco veri e propri ostaggi della mancata applicazione della legge e dell’assoluta discrezionalità dell’Ente Parco per le autorizzazioni relative a qualsiasi intervento sul territorio.
La proposta di istituzione del Parco Nazionale ha finora trovato il sostegno aperto delle Amministrazioni Comunali di Ocre, San Demetrio ne’ Vestini e Magliano de’ Marsi, il sostegno condizionato di quelle di Lucoli e L’Aquila, e l’interesse a vagliare la proposta di Fontecchio, Castel di Ieri, Acciano, Cerchio e Massa d’Albe, nonché del Presidente della Commissione Territorio e Ambiente della Regione Pierpaolo Pietrucci. Appennino Ecosistema continuerà a lavorare su questa proposta, in modo da arrivare ad una decisione in merito da parte della Regione Abruzzo entro la fine di quest’anno, per poi proseguire l’iter a livello nazionale.


Appennino Ecosistema aderisce al Racconto della Biodiversità

Cammino LTER 2015

Un momento durante il Cammino LTER di 2015, partecipanti e botanici collaborano per rilevare la vegetazione di alta quota.

Appennino Ecosistema aderisce al cammino “Il racconto della biodiversità dell’Appennino”

Dal 20 al 24 luglio, Partecipanti ed esperti botanici, zoologi e geologi in cammino insieme per conoscere le tante ricchezze e fragilità ecologiche del nostro Paese.

L’iniziativa è stata organizzata dopo i positivi risultati ottenuti nel 2015 attraverso i tre Cammini LTER (tra i quali quello dal Velino al Gran Sasso “L’avventura della biodiversità”). Nel corrente mese di luglio ricercatori italiani impegnati nelle Ricerche Ecologiche di Lungo Termine (Rete LTER Italia) e nello studio ed analisi dei dati di biodiversità (LifeWatch) percorreranno di nuovo assieme ai cittadini quattro itinerari di divulgazione scientifica, come eventi di comunicazione della scienza e della sostenibilità ambientale. Questi Cammini, una sorta di Via Francigena della ricerca ecologica, saranno occasioni per conoscere le tante ricchezze e fragilità ecologiche del nostro Paese, osservando il paesaggio sintonizzati alla velocità del nostro corpo in cammino, ottimale per percepire le caratteristiche di quanto ci circonda.

Ammirando la vista durante il cammino LTER 2015.

Ammirando la vista durante il cammino LTER 2015.

I Cammini sono organizzati con il sostegno a livello nazionale del Consiglio Nazionale delle Ricerche, del Corpo Forestale dello Stato, della Rete LTER Italia e di LifeWatch-ITA. Nei siti della Rete LTER e lungo i percorsi che li congiungono si potrà riconoscere la vegetazione e imparare a valutarne lo stato, identificare gli animali, stimare il grado di biodiversità, determinare la qualità dell’ambiente. Sarà possibile incontrare i ricercatori, partecipare ai lavori sul campo, capire l’importanza degli studi di lungo termine e attivare iniziative di “scienza dei cittadini”, la principale forma di ricerca scientifica condivisa, condotta cioè non solo da professionisti ma da chiunque lo desideri. Tutti i dettagli sono riportati sul sito web Cammini LTER-Italia 2016.
Il Cammino Il racconto della biodiversità dell’Appennino (informazioni dettagliate sul sito web Il racconto della biodiversità dell’Appennino) è organizzato dal Corpo Forestale dello Stato, dagli Enti Parco Nazionale del Gran Sasso e della Majella e dall’Università del Molise. Il cammino si svolgerà sui monti dell’Abruzzo e unirà tutte le stazioni di ricerca del sito LTER Italia “Appennini Centrali: alta quota”, con i tre siti di ricerca LTER del Monte Velino, del Gran Sasso e della Majella. I partecipanti percorreranno, prevalentemente a piedi, il paesaggio caratteristico della montagna interna dell’Appennino Centrale, dai boschi alle praterie di alta quota, con elevatissimi valori di biodiversità.
Botanici e protagonisti al Bioblitz di 2015 a Campo Imperatore.

Botanici e protagonisti al Bioblitz di 2015 a Campo Imperatore.

Si attraverseranno aree ad alto valore ambientale e turistico, tre Parchi Naturali, uno Regionale (Sirente Velino) e gli altri due Nazionali (Gran Sasso e Monti della Laga, Majella), e quattro Riserve Naturali, una Regionale (Duchessa) e le altre tre Statali (Monte Velino, Orfento, Lama Bianca). Si partirà il 19 luglio con un evento di apertura presso il Centro Visite di Magliano de’Marsi, si proseguirà con attività sul Monte Velino, sul Gran Sasso e sulla Majella, attraversando i Comuni di Magliano de’Marsi, Lucoli, Borgorose, L’Aquila, Caramanico Terme e S. Eufemia a Maiella, con rilevamento della vegetazione e del microclima, nei siti di ricerca LTER, e osservazioni sugli ecosistemi, la geologia, la flora e la fauna lungo tutto il percorso. I partecipanti saranno accompagnati da esperti botanici, zoologi e geologi. La giornate del 22 (Gran Sasso) e del 23 (Majella), vedranno infine uniti ricercatori, naturalisti dilettanti e volontari in uno studio intensivo di 24 ore sul campo (un Bioblitz), teso a determinare tutte le specie vegetali e animali che vivono nelle rispettive aree, contribuendo così alla definizione dello stato della biodiversità.

Per informazioni e iscrizioni: Majambiente, tel: 085 922343.


Apertura della Regione sulla proposta di istituzione del P.N. Velino Sirente

Monte Velino

Importante apertura della Regione sulla proposta di istituzione del Parco Nazionale del Velino Sirente

Il Presidente di Appennino Ecosistema plaude alla decisa svolta impressa alla politica regionale dal Presidente Pierpaolo Pietrucci

L’Aquila, 24/05/2016.  In merito alle dichiarazioni rilasciate stamattina dal Presidente della Commissione Territorio, Ambiente e Infrastrutture del Consiglio Regionale Abruzzese Pierpaolo Pietrucci, il Presidente di Appennino Ecosistema Bruno Petriccione ha dichiarato:

“Finalmente un autorevole esponente della maggioranza che governa la Regione, oltretutto con responsabilità dirette nella politica ambientale, apre ad un reale rilancio della protezione degli ecosistemi del massiccio del Velino Sirente, esprimendo interesse ad esaminare la proposta di istituzione del Parco Nazionale, lanciata meno di tre mesi fa da Appennino Ecosistema. Condivido profondamente questa nuova idea di Parco e richiedo l’immediato avvio della fase di concertazione preannunciata da Pietrucci, per esaminare carte alla mano i dettagli e la zonazione del futuro Parco Nazionale elaborata dagli esperti di Appennino Ecosistema. Dopo il sostegno aperto alla proposta di Parco Nazionale da parte delle Amministrazioni Comunali di Ocre, San Demetrio ne’ Vestini e Magliano de’ Marsi, il sostegno condizionato di quelle di Lucoli e L’Aquila e l’interesse a vagliarla da parte di molte altre, è ora l’Amministrazione Regionale che deve farsi carico di un suo attento esame, per poi formalizzare la proposta al Ministero dell’Ambiente”.

Il Presidente Bruno Petriccione ha concluso “Finalmente la Regione si accorge che l’unico modo per dare vigore al Parco Regionale è quello di attuare subito la Legge Regionale adottando i previsti ed obbligatori Piano del Parco (con relativa zonazione) e Piano di sviluppo economico e sociale, in ritardo da ormai 27 anni, in mancanza dei quali le popolazioni residenti sono tenute da decenni in un assurdo stato di carcerazione preventiva e senza alcuna possibilità di sviluppo. L’area del futuro Parco Nazionale merita una protezione e una gestione all’altezza dei suoi enormi valori ecologici, che ne fanno una delle più importanti di tutti gli Appennini per la protezione delle specie e degli ecosistemi montani”


Scoperta una nuova rara specie vegetale nel futuro P.N. Velino Sirente

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Durante l’escursione di “Appennino Ecosistema” è stata scoperta la rara Fritillaria montana in Comune dell’Aquila

L’Aquila, 23/05/2016.

La flora del futuro Parco Nazionale del Velino Sirente si è improvvisamente arricchita di un altro gioiello di biodiversità, proprio nella Giornata mondiale della biodiversità proclamata dalle Nazioni Unite. Infatti ieri, domenica 21, nel corso dell’escursione di Appennino Ecosistema seguita al workshop svoltosi a Lucoli sabato 21, è stata scoperta una nuova piccolissima popolazione della rara e bellissima specie vegetale Fritillaria montana (della famiglia delle Liliaceae), conosciuta finora nel territorio del Parco Regionale Sirente Velino solo in pochissime stazioni e mai avvistata nel territorio del Comune dell’Aquila (che ancora non ne fa parte). La specie, considerata a rischio dalla Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), è presente in tutto il massiccio del Velino Sirente solo molto sporadicamente e sempre in piccolissime popolazioni.

La nuova popolazione scoperta nella zona del Monte Ocre (L’Aquila), la cui presenza è stata confermata dai botanici di Appennino Ecosistema, consiste soltanto in circa una decina di piantine. Si trova nel territorio del Comune dell’Aquila, in un’area oggi protetta solo da un Sito di Interesse Comunitario (il SIC IT711026 “Monte Sirente e Monte Velino”) e domani dalla Zona A (Riserva Integrale) del futuro Parco Nazionale del Velino Sirente.

La proposta di istituzione del Parco Nazionale, dopo il workshop di sabato scorso a Lucoli nel quale è stata presentata e discussa con gli Amministratori ed i cittadini la bozza di zonazione del futuro Parco elaborata dagli esperti di Appennino Ecosistema, diviene ogni giorno che passa più solida: sostegno aperto delle Amministrazioni Comunali di Ocre, San Demetrio ne’ Vestini e Magliano de’ Marsi, sostegno condizionato di quelle di Lucoli e L’Aquila, interesse a vagliare la proposta di Fontecchio, Castel di Ieri, Acciano e Massa d’Albe; e poi continue scoperte di nuovi elevatissimi valori ambientali (dopo l’Adonis vernalis, ora la Fritillaria montana), che fanno dell’area del futuro Parco Nazionale una delle più importanti di tutti gli Appennini per la protezione delle specie e degli ecosistemi montani.


Scoperta nuova rarissima specie vegetale nel P.R. Sirente Velino

Adonis vernalis (foto Sarah Gregg)

Scoperta una nuova rarissima specie vegetale nel territorio del Parco Regionale del Sirente Velino, proprio nell’area che si vorrebbe eliminare

E il prossimo 21 maggio, a Lucoli, si terrà il workshop di “Appennino Ecosistema” per presentare le grandi ricchezze ecologiche e la zonazione del futuro Parco Nazionale del Velino Sirente

L’Aquila, 16/05/2016. La flora del Parco Regionale Sirente Velino si è improvvisamente arricchita di un nuovo gioiello di biodiversità. Pochi giorni fa, nel corso di un’escursione del CAI, il socio di Appennino Ecosistema Luciano Del Sordo ha scoperto una nuova piccola popolazione della rarissima e bellissima specie vegetale Adonis vernalis (adonide primaverile, della famiglia delle Ranunculaceae), finora sconosciuta per l’intero territorio del Parco Regionale Sirente Velino e le cui sole piccolissime popolazioni italiane si trovano ad oltre 10 km di distanza nel territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. La specie, ritenuta del tutto estinta in Italia fino al 1997, è stata poi rinvenuta in sette piccoli popolamenti, tutti localizzati alle pendici meridionali del Gran Sasso. Nell’Europa Occidentale, è presente solo in Austria ed in Francia, mentre è ritenuta estinta nei Paesi Bassi. A causa di tale esiguità, è considerata fortemente minacciata dalla Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) e è protetta a livello internazionale dalla Convenzione Internazionale sul commercio delle specie in pericolo di estinzione (CITES)
La piccola popolazione, la cui presenza è stata confermata dai botanici di Appennino Ecosistema, consiste in circa 500 piantine sparse su una superficie di circa 3 ettari. Si trova nel territorio del Comune di Tione degli Abruzzi, proprio in quell’area montana ricca di habitat di interesse comunitario e protetta da una Zona di Protezione Speciale dell’Unione Europea che l’Amministrazione Comunale e quella Regionale vorrebbero eliminare dal Parco Regionale.
Ha dichiarato in proposito Fabio Conti, consigliere scientifico di Appennino Ecosistema ed uno dei massimi esperti della flora appenninica: “Si tratta di una scoperta eccezionale, che amplia verso Sud-Est l’areale noto della specie, fortemente minacciata ed in pericolo di estinzione. La protezione del suo territorio è quindi un imperativo categorico, se si vogliono rispettare le norme internazionali, tutelare la biodiversità ed agire secondo il comune buon senso”.
La proposta di istituzione del Parco Nazionale del Velino Sirente, lanciata due mesi fa da Appennino Ecosistema, troverà un momento fondamentale sabato prossimo, 21 maggio, quando a partire dalle 9:00 si svolgerà un workshop aperto a tutti nel quale sarà presentata e discussa con gli Amministratori ed i cittadini la bozza di zonazione del futuro Parco elaborata dagli esperti di Appennino Ecosistema. Il workshop, che si tiene in occasione della Giornata mondiale della biodiversità proclamata dalle Nazioni Unite, sarà ospitato a Lucoli dall’Amministrazione Comunale presso il Lucoli Civic Centre (frazione S.Menna). Vi prenderanno parte geologi, botanici, zoologi ed archeologi che illustreranno il patrimonio ecologico e la proposta di zonazione del futuro Parco Nazionale. Saranno poi presentati dagli Amministratori Comunali alcuni casi esemplari di valorizzazione turistica, sociale ed ecologica, tra i quali il progetto “Casa e Bottega” di Fontecchio, quello delle Doline di Ocre e la rete sentieristica di San Demetrio ne’Vestini. Il giorno successivo, domenica 22 maggio, infine, si svolgerà un’escursione da Lucoli ad Ocre, attraverso il territorio del futuro Parco Nazionale.
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P.R. SIRENTE VELINO: CON LE MENZOGNE NON SI VA DA NESSUNA PARTE

VL3711-D032Parco Regionale Sirente Velino: con le menzogne non si va da nessuna parte

L’Aquila, 27/04/2016. In merito alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi da alcuni Amministratori dei Comuni compresi nel Parco Regionale del Sirente Velino, l’Associazione Appennino Ecosistema precisa che non rispondono a verità le seguenti affermazioni:

1 – le superfici che si intenderebbe eliminare dal Parco sarebbero tutte aree coltivate o attraversate da infrastrutture di trasporto (Sindaco di Fagnano Alto); gran parte di queste sono invece aree montane dove ogni attività umana è cessata da almeno cinquant’anni e dove le successioni naturali stanno portando al recupero degli ecosistemi naturali e della biodiversità;

2 – le aree sulle quali insistono i nuovi impianti sciistici progettati alla Magnola per un totale di quasi 13 milioni di euro sarebbero tutte poste al di fuori da aree protette a livello europeo, cioè delle Zone di Protezione Speciale e dei Siti di Interesse Comunitario (Vicesindaco di Ovindoli); tutta l’area della Magnola, come pure tutto il territorio montano del Comune di Ovindoli e dell’intero Parco, è invece compresa nella ZPS n. IT7110130 denominata “Sirente Velino”, ove per la realizzazione di qualsiasi nuova opera è necessario lo Studio di incidenza ambientale e la relativa dichiarazione di incidenza non significativa sulle specie e gli habitat protetti a livello europeo;

3 – tutti i nuovi impianti sciistici progettati alla Magnola sono già esecutivi (Vicesindaco di Ovindoli); tutti i progetti sono invece ancora del tutto privi del necessario Studio di impatto ambientale e della relativa approvazione della VIA da parte dell’apposito Comitato Regionale, presso il quale la procedura deve essere avviata e conclusa, per legge, prima di procedere alle relative gare d’appalto.

L’Associazione Appennino Ecosistema ribadisce la propria disponibilità ad esaminare qualsiasi proposta che possa sbloccare la penosa situazione di un Parco che, dopo 27 anni dalla sua istituzione, ancora non è riuscito a decollare a causa della colpevole disapplicazione da parte dell’Amministrazione Regionale delle tre Leggi Regionali finora emanate. Ma, allo stesso tempo, l’Associazione non può mancare di denunciare i numerosi tentativi di falsificare la realtà dei fatti, sulla cui base non è possibile avviare alcun processo costruttivo di concertazione. L’unica possibilità realistica per rilanciare la protezione e la valorizzazione del Massiccio del Velino Sirente è quella di farne un grande Parco Nazionale, sganciato da logiche localistiche e finalmente degno delle enormi ricchezze di biodiversità che vi sono custodite.


La Regione approvi subito il Piano del Parco

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PARCO REGIONALE SIRENTE VELINO: LA REGIONE APPROVI SUBITO IL PIANO DEL PARCO, NON L’ENNESIMA, INUTILE E PEGGIORATIVA CONTRORIFORMA

L’Aquila, 21/04/2016. Si è svolta oggi all’Aquila una riunione sul progetto di legge sul Parco Regionale Sirente Velino, convocata dall’Assessore ai Parchi Donato Di Matteo e dal Presidente della Commissione Ambiente Pierpaolo Pietrucci, con la partecipazione delle Associazioni ambientaliste e ecologiste e di molti dei Sindaci dei Comuni del Parco.
Le Associazioni hanno ribadito che per rendere finalmente il Parco realmente operativo occorre l’immediata approvazione del Piano del Parco e non l’ennesima legge di riordino (che sarebbe la quarta dalla sua istituzione). Infatti la zonazione prevista dal Piano avrebbe potuto lanciare una gestione del territorio scientificamente fondata ed adeguata da un lato alle sue qualità ecologiche e dall’altro alle attività umane con queste compatibili. L’adozione formale del Piano del Parco sarebbe già dovuta avvenire da oltre vent’anni, secondo le procedure previste dalle tre precedenti leggi, mai attuate, che ne prevedevano l’entrata in vigore entro 6 mesi (nel 1989), entro 18 mesi (nel 2000) ed entro 18 mesi (nel 2011), nonché la possibilità di esercitare i poteri sostitutivi da parte della Giunta Regionale.
In merito al progetto di legge illustrato nel corso della riunione, le Associazioni hanno evidenziato che:
1) È molto grave l’esclusione dai membri del Consiglio Direttivo di quelli designati direttamente dalle Associazioni di protezione ambientale e dal Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università dell’Aquila, com’è invece previsto dalla vigente legge (L.R. n. 42/2011).
2) Mentre in base alla legge vigente il Direttore “risponde dei propri atti agli Organi amministrativi dell’Ente”, secondo la proposta in discussione “risponde dei propri atti al Presidente dell’Ente”, che stipula con lui un contratto di diritto privato di 5 anni. Questo è inaccettabile, poiché in tal modo la responsabilità tecnica non sarebbe più autonoma da quella politica, come si conviene ad ogni Amministrazione Pubblica che si rispetti, oltretutto in palese contrasto con la L.R. n. 38/1996 (legge quadro sulle aree protette regionali), che prevede inoltre che il Direttore debba essere scelto tra gli iscritti al relativo Albo nazionale.
In merito alla proposta di riperimetrazione illustrata oggi, le Associazioni si sono riservate di studiarla in dettaglio e di far conoscere entro pochi giorni la loro opinione.

Bruno Petriccione – Appennino Ecosistema
Giuseppe Di Marco – Legambiente Abruzzo
Stefano Allavena – LIPU Abruzzo
Mario Marano Viola – Mountain Wilderness Abruzzo
Piera Lisa Di Felice – Pro-Natura Abruzzo
Stefano Orlandini – Salviamo l’Orso
Luciano Di Tizio – WWF Abruzzo